Una stanza tutta per me

martedì, 19 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 10:48

E tra Bergman e Cimino, lo confesso: la mia grande passione di questa estate è questo trailer che avrò visto dalle 800 alle mille volte. E ogni volta mi riempio gli occhi di lacrime dal ridere!




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lunedì, 18 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 10:04

Ogni estate, dalla prima che abbiamo trascorso insieme, io e lui dedichiamo una serata al film di agosto, solitamente si tratta di uno di quei film che hai in cassetta o dvd e durante l'anno non trovi mai il coraggio di cominciare a vederlo perchè è lunghissimo, o perchè sei troppo stanco per reggerlo e ti manca la lucidità per capirlo...
Insomma, per farla breve anche quest'anno non è mancato il consueto appuntamento.
Quest'anno è stata la volta di "Scene da un matrimonio".








Oh, caro zio B. stavolta però un pò mi hai steso!


E non guardarmi con quella faccia!  




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sabato, 16 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 13:36

Jelinek oggi è contenta, è passato ferragosto, l'estate maledetta sta per terminare  e anche se ci saranno ancora settimane di caldo le sembra possibile che prima o poi finisca!
L'immobilità di agosto, questo stand by di tutto, compreso lo stipendio che ancora non gliel'hanno accreditato,  le mettono più ansia di quella che già solitamente l'accompagna.
Guarda con più fiducia e meno sconcerto all'immediato futuro, sente la voglia di riprendere le solite attività universitarie, e spera che tutte le zanzare si estinguano nel più breve tempo possibile.


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mercoledì, 13 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 16:34

Io e lui e il cane passeggiamo per la città vuota.
L'autostrada è deserta.
Le strade sono deserte.
Il centro commerciale è deserto e io misuro e compro scarpe e pantaloni e magliette e basta.
Trovare un giornale è utopia.
Al supermercato non c'è fila alla cassa.
Il cane fa i suoi bisogni davanti alle case blindate delle persone che sono al mare e noi non ci portiamo la palettina per raccoglierli.
I bancomat sono tutti fuori servizio e noi ieri avevamo dieci euro dieci in due.
Noi siamo serenamente soli e io sento che è con loro che voglio stare,  che sono loro che mi bastano.
Preaparo il pranzo mezzanuda con finestre e porte spalancate e ci impiego un'ora a preparare un piatto di carbonara per lui e un petto di pollo e insalata di pomodori per me.
Lui e il cane litigano mentre lavo i piatti e mi giro e li trovo avvinghiati come il gruppo laocoontico perchè lui vuole vedere se al cane è cascato un dente -vecchio cane decrepito e puzzolente- e rido fino alle lacrime nel vedere la scena, e lui che vuole difendersi e il cane che va a chiedere scusa scodinzolando.
Mangiamo il gelato dopo pranzo e anche dopo cena.
Stendiamo lenzuola al sole e stendiamo i nostri corpi sul letto appena rifatto.
Riposiamo, parliamo, leggiamo, ci molestiamo, ci amiamo  e andiamo anche a lavoro.
Non mi serve altro.
Ah, sì, forse un caffè, adesso gli chiedo di prepararmelo.


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lunedì, 11 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 10:24

           




Quando Jelinek legge un libro sa già quale sarà il successivo.
E solitamente questo accade perchè i libri che lei vorrebbe leggere sono così tanti e decisamente troppi in relazione al tempo a disposizione per farlo.

Jelinek quando prende in mano un libro da leggere si sente chiamata dal libro, non è lei a scegliere lui ma viceversa.

E lo stesso accade in libreria, è un titolo, una frase letta a caso, una recensione (ma di quelle solitamente diffida, soprattutto viste alcune recenti esperienze) che le fanno decidere che sì, è quello il libro da leggere!

Così ieri sera Jelinek ha finito “Le nozze del poeta” di Skàrmeta, per inciso lettura davvero piacevole, e stesa sul letto aspettava la chiamata, solo che la chiamata è arrivata da più parti, e Jelinek sta tribolando perché non sa cosa scegliere.

Lei lo sa che può sembrare una cosa sciocca e alquanto ridicola scriverci addirittura un post, tuttavia Jelinek considera il tempo dedicato alla lettura di importanza capitale e allo stesso modo pensa che ogni libro abbia un proprio momento per essere letto e scegliere quello giusto è condizione necessaria affinché la lettura del libro riesca al centopercento. E ultimo ma non meno importante elemento è il fatto che siamo in agosto, quindi non ci sono anche i libri da studiare, e questo periodo dell’anno Jelinek lo riserva sempre ad una lettura particolarmente importante a cui dedicarsi anima e corpo.

Così adesso la scelta è fra:

-Nuvole. casa della sua beneamata Elfriede Jelinek

-Il nome della rosa di Umberto Eco che lei ancora non l’ha letto

-I Buddenbrook di Thomas Mann

Oppure rileggere

- L’uomo senza qualità di Robert Musil

- Ulisse di James Joyce

- La pianista della solita Elfriede J.

Jelinek adesso ci pensa ancora un po’ su mentre va a farsi lo shampoo e poi incomincia.

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sabato, 09 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 21:23

Io mi chiedo quando sarà
 che l'uomo potrà imparare
 a vivere senza ammazzare.

Non è giusto che questa frase sia sempre dannatamente attuale, e noi qui al caldo, o meglio al fresco in questi giorni, chiusi nelle nostre case borghesi a dispiacerci, e la gente altrove  a morire, io mi vergogno di appartenere al genere umano.


ossezia 2
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giovedì, 07 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 10:32


I cereali integrali di riso e frumento con riccioli di cioccolato fondente -io compro quelli della coop- e una tazzona di freddissimo latte scremato costituiscono la colazione perfetta, a mio modesto parere, per queste calde mattine di agosto.

Tuttavia suddetti cereali hanno la caratteristica di essere più leggeri del cioccolato che dovrebbe sapientemente mescolarsi ai loro petali, così il cioccolato si annida tutto giù e i cereali rimangono tutti su.

Le prime colazioni sono ok, mangi quasi solo cereali, ma sono buonissimi lo stesso, quando arrivi alla metà della scatola cominci a sentire che il cioccolato si fa sentire, e ancora ok, l'ultima porzione è quella a sorpresa, perchè se come me svuoti tutta la scatola nella tazza e giri-giri-giri vedrai che gli ultimi bocconi saranno costituiti per il 99,9% di riccioli di cioccolato, che, affogati nel latte scremato,  non sono proprio il top, anzi, come li ho definiti io, una fetenzia.



E questi sono i profondi pensieri di una che ieri ha fatto una gaffe tremenda con una collega di lavoro, perchè tale collega è obesa sul serio, e lei, cioè io, cioè quella idiota, l'ha tediata per un sacco di tempo con elucubrazioni sulla sua dismorfofobia, e umiliata dalle serafiche risposte della collega che le ha cortesemente fatto notare che diceva un mare di puttanate, e sempre col sorriso sulle labbra le ha anche fatto notare di come il problema fosse più suo che di Jelinek, sempre che Jelinek non ci fosse arrivata da sola come sarebbe stato ovvio per una persona di intelligenza anche  di molto sotto la media, beh dicevamo tutto ciò dovrebbe distogliere l'autrice di questo blog dai pensieri ossessivi, dal rompere costantemente le palle al suo lui, dal rimirarsi in continuazione in tutti gli specchi che le capitano a tiro, dall'evitare anche post del genere.
E non è colpa del caldo, stavolta no.



Signori, ancora una volta vi saluto e vi ringrazio per la cortese partecipazione.


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martedì, 05 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 10:15

Sogno molto, sogno molto soprattutto nei periodi in cui penso molto, soprattutto nei periodi complicati, soprattutto quando le cose non vanno come vorrebbero, soprattutto quando le cose non vanno come dovrebbero.


Il mio cervello è una macchina impazzita, è la parte di me che meno riesco a controllare.

E da quest’ultima affermazione si evince che qui, ragazzi, siam messi proprio bene!!!

 

Riporterò di seguito, brevemente, alcuni dei più rappresentativi sogni degli ultimi giorni fatta per ognuno di essi la dovuta premessa che ne rappresenta la parte reale.

 

Ho comprato un libro: “La ferita dei non amati” di un certo Peter Schellenbaum.

E l’ho comprato presa da un impeto di… boh… non so, io di solito evito certe trovate editoriali, certe teorie troppo facilmente applicabili alla massa, beh, dai diciamo come la penso davvero: certe stronzate.

Però questi libri ti portano a pensare, a ricordare, a rivangare cose sepolte, e tutto ciò per me non è assolutamente cosa buona e giusta, e chettelodicoaffare:

TRADUZIONE ONIRICA

Ho sognato le scale, of course, già, proprio lunghe rampe di scale che mi faceva scendere giù, giù, giù, giù… poi nel sogno mi son detta: no, non posso scendere così giù, giù, giù, giù e a stento, a fatica, ho cominciato a risalire.

Ora il libro è stato accantonato, probabilmente verrà buttato e non per il sogno, ma ho sempre una certa difficoltà a buttar via un libro, qualcuno lo vuole?

 

Messi in stand by gli esami da preparare per settembre, qualche giorno di riposo al lavoro, o meglio i giorni liberi settimanali capitati a random uno successivo all’altro, il caldo che ti fa stare tanto tempo a riposare sul letto, un compagno che campa mezzo nudo, un compagno molto virile… insomma cari miei, qui finalmente si sta facendo un po’ tanto soddisfacente sesso, di quello dei bei tempi in cui non c’erano mille impegni e ti rubi qualche ora di sonno o di studio:

TRADUZIONE ONIRICA:

Ho sognato di fare sesso con una donna.

E lui voleva per forza presenziare alla seconda, programmata, volta.

E qui mi dispiace ma non scendo in particolari piccanti.

Ora io sono eterosessuale, mi piacciono mio malgrado solo gli uomini quelli anche un po’ troppo maschi, insomma tipo il mio  lui che c’ha i peli sul petto, l’appetito pantagruelico e… vabbè, mi sono spiegata spero.

Questo sogno qui non l’ho capito.

 

 

La nostra scalcagnata, sporca e vecchia automobile che si chiama Violetta  ieri è andata a fare l’annuale visita dal meccanico con tutti gli annessi e connessi.

Il nostro caro meccanico di (s)fiducia ci ha estorto i consueti 100 euro, ci ha fatto girare le scatole come al solito, tanto che lui ieri ha canticchiato per tutta la giornata “Vincenzo io ti ammazzerò, sei troppo stupido per vivere” (Il meccanico si chiama Vincenzo detto Enzuccio) e alla fine ci ha riconsegnato l’auto pronosticandole ancora una breve seppur felice vita.

TRADUZIONE ONIRICA:

Ho sognato di vagare con lui e Violetta per le montagne avellinesi e lì, proprio dove ogni volta che ci passo per andare in Puglia d’estate mi sento in una dimensione parallela, dove mi sento isolata dal mondo, non me ne vogliano gli abitanti della zona, ma se io non sto a un tiro di schioppo dalla città sto  male.

E proprio lì, in mezzo alla natura più selvaggia, la nostra Violetta perdeva le ruote, e dovevamo andare d’urgenza dal gommista che, manco a dirlo, distava km.

Per fortuna quest’anno non ho le ferie, in Puglia non ci vado.

 


lunedì, 04 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 10:20

ilcacciatore
Un pugno nello stomaco.
Un film durissimo e così vero, così ricco di sentimenti, così triste.
Ecco, io di solito mi lamento del tempo perso a leggere libri che non valgono o film che non meritano.
Questo film dura più di due ore e mezza, e ne vale ampiamente la pena.
E non aggiungo altri commenti, le opere d'arte si commentano da sole.
O a limite lo fa chi è capace!
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sabato, 02 agosto 2008
Scritto da Jelinek alle 10:55

In questi giorni una delle mie principali preoccupazioni è il maledetto bonsai di mia suocera.

Per una come me che il pollice non ce l'ha verde, ma al massimo smaltato di viola o di rosso, è proprio una gran rogna.

Che la signora se n'è andata in vacanza, e menomale così per un pò non la si sente, ma dico: proprio a me lo doveva lasciare questo coso, e poi così,all'ultimo momento, senza che io potessi replicare, me lo lascia lì, e io non so se reciderne i rami farci un bel falò, affogarlo nella bacinella dell'acqua, fingere che mi sia cascato dalle mani?

Lui se ne sta lì con quell'aria da piccolo e indifeso, ma secondo me è solo un gran bastardo.








Chiunque sapesse dirmi come prendermi cura della maledetta piantina mi farà un grandissimo favore, ma a me servono consigli che partano dall'abc del giardinaggio.
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mercoledì, 30 luglio 2008
Scritto da Jelinek alle 16:59

Avevo pensato di pubblicare il fondamentale  contributo che ho appena dato al mondo dell'educazione con la mia tesina intitolata "Il contributo della scuola allla formazione del cittadino".
Sono sicura che chiunque l'avrebbe letta con estremo piacere e vivo interesse.
Ma poi ci ho ripensato.
L'ho spedita solo al professore e adesso sono preda dell'ansia perchè da ben dieci minuti non mi arriva l'avviso di recapito.
Io sono una che sa godersi la vita.
Per chiunque fosse interessato ad avere la suddetta in formato word può mandarmi il suo indirizzo e mail e io gliene farò avere una copia.
Sono così banali le solite letture estive!
 
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domenica, 27 luglio 2008
Scritto da Jelinek alle 11:10

Vorrei dire due cose:

1.
Questa mattina, svegliandomi più scazzata del solito (wow) col vicino che sta ascoltando Baglioni, ho cominciato a vagare senza meta nella rete. (Cheppalle adesso è partito con Umberto Tozzi, uno di questi giorni lo uccido).
Dicevo, vagando nella rete mi sono imbattuta in un forum dove si ricordavano tutti quei prodotti degli anni '80 che adesso non sono più in commercio ( come  la  "you and me senza limiti" : mondo  quella   promozione  non è più  attivabile  dal 31/12/2007,  non me lo chiedete più, non la potete attivare,  è  S-C-A-D-U-T-A).
Ecco, prometto, arrivo al punto.
Ho scoperto che non era un parto della mia mente, esistevano davvero (in realtà li ricordava anche lui): i crackers dolci!
Erano dei crackers ricoperti di un sottilissimo e croccantissimo strato caramellato, e me li portava papà da piccola, che buoni che erano!

Beh, io mi chiedo come mai non li fanno più.
E mi chiedo anche se avrebbe un senso scrivere una lettere alla casa produttrice per chiedere se me ne confezionano giusto qualche scatola e me la mandano a casa.


2.
Io non ci riesco a fare la pipì se dietro la porta del bagno c'è qualcuno che mi parla.
Non mi viene di fare amabile conversazione mentre sono seduta sul water, o meglio mentre cerco di farla evitando di sedermi su quell'anello pieno di batteri e amenità varie.
Mentre pare che le mie colleghe non riescano ad evitare di chiacchierare sia dall'altro bagno comunicante che, come dicevo prima, da dietro la porta.
Così ogni volta lo stesso copione, entro in bagno, e mentre loro parlano io mi blocco, ritorno a lavoro e dopo dieci minuti ho di nuovo urgenza di andare.
Io dovevo nascere uomo.

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venerdì, 25 luglio 2008
Scritto da Jelinek alle 10:31

Io davvero non riesco ad esprimere il mio sdegno, la mia rabbia, il mio stupore per quello che in Italia può diventare legale.
Davvero non ci riesco, sono giorni che ci scrivo un post e poi lo cancello.
L'impunità legalizzata, l'impunità di questi personaggi squallidi.
E noi italietta che li acclamiamo, che intimamente desideriamo essere come loro, avere il loro successo, la nostra fetta di affari nostri.
Ma che schifo di paese siamo?
Ci chiudiamo la domenica nelle chiese e la sera davanti alla tv.
Ci lamentiamo di non arrivare a fine mese e poi ci compriamo venti cellulari a persona.
Non leggiamo un libro o un giornale ma in compenso sappiamo a memoria  tutte le vicende di Biutiful e le corna di Simona Ventura.
Siamo ignoranti e pretendiamo che i professori diano 8 ai nostri figli.
Ci critichiamo a vicenda e ci sbaciucchiamo quando ci incontriamo.
Magari facciamo pure un corteo una tantum e poi a Natale portiamo i prosciutti al medico o all'avvocato.
E diamo il paese in mano ai criminali.
Ma VAFFANCULO va...
Vorei davvero che un inferno dopo la morte esistesse per vederli penare nei gironi.
Ma non esiste, e chi c'ha il culo parato campa felice.

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mercoledì, 23 luglio 2008
Scritto da Jelinek alle 10:57

L'ultimo esame è andato (l'unico 30 che davvero ci tenevo  fosse tale).
Resta solo una tesina da scrivere a casa.


Stanotte ho dormito 10 ore di fila anche grazie alle temperature che si sono abbassate.

Adesso dopo un caffè bollente posso ritornare alla vita.

Urge una ristrutturazione del tutto, dal parrucco alla manicure, dalle lavatrici accumulate alla spesa per il frigo vuoto, dalla vita sociale a quella di coppia.

In questi mesi ho annullato me stessa a causa dei ritmi serrati che mi si sono imposti.

E' tempo di leggere qualcosa che mi piaccia.
E' tempo di smetterla di smadonnare.
E' tempo di andare al cinema.
E' tempo di coccolare il mio lui.
E' tempo di comprare qualcosa di decente da mettere.
E' tempo di cucinare qualcosa di sano da mangiare.
E' tempo di portare il cane a passeggiare.
E' tempo di riposare.
E' tempo di scrivere qualche post decente su questo blog.
E' tempo di ricominciare a vivere.



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domenica, 20 luglio 2008
Scritto da Jelinek alle 09:56

E' esattamente dal 14 febbraio -data di inizio dei corsi Sicsi-  che la sottoscritta non ha un giorno di riposo dallo studio.
La sottoscritta inoltre non ha un giorno di riposo dal lavoro -tranne i due settimanali si intende- da settembre.
La sottoscritta consegnerà l'ultima tesina il 30 luglio.
Prima di tale data la sottoscritta sosterrà anche l'esame di storia medioevale.
La sottoscritta non andrà in ferie perchè quelle accumulate col vecchio contratto saranno liquidate, le nuove non le ha accumulate ancora.

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Breve ma necessario preambolo per rendere l'idea del mio esaurimento nervoso.

Detto ciò ci si aspetterebbe che tutti i partecipanti della mia vita comprendessero il mio umore non troppo sereno, la mia forza di fare anche le faccende domestiche e non agli sgoccioli, la mia voglia di fare cose  un tantino scemata, la mia proverbiale poca  pazienza pericolosamente diminuita, la mia acidità esponenzialmente aumentata, il mio desiderio di dormire assolutamente enorme, la mia dose di caffeina decisamente troppa.

Ma ovviamente così non è, perchè tutti stanno lì a chiederti cosa c'è che non va, quando vai in vacanza, perchè non sei abbronzata etc etc etc.
Il top è stato quello di mia madre ieri, ma lei è una fuoriclasse, si intende, quando, vedendomi dopo pranzo collassare sul tavolo, mi chiede candidamente di andarle a fare il caffè, e al mio sguardo in cagnesco mi fa ma oggi cos'hai fatto? Ho preparato tutto io.
Certo cara mammina che non hai mai lavorato, che vivi in un paese dove non c'è traffico, non c'è fila alla posta, non c'è rumore, non c'è diossina che ti uccide i polmoni, non c'è manco segnale per il cellulare chè così non ti stressano, beh vedi cara mammina io oggi ho mangiato il tuo pranzo, ma erano settimane che qualcuno non me lo preparava il pranzo e intanto io ho lavorato/studiato/seguito/pulito/cucinato/fattolaspesa ogni giorno e oggi per essere qui a pranzo da te ho fatto 100 km sotto il sole a altrettanti ne farò stasera prima di tornare a casa e riprendere a studiare.
Così, all'ennesima richiesta di quando vieni a trovarci, a stare un pò con noi e bla bla bla, non  ci ho visto più e sono andata in ebollizione prima e ho dato in escandescenze poi.

Ora mi sento anche vagamente in colpa.

Ma mi continuo a chiedere: perchè le persone che ho intorno non capiscono le cose che non urlo?

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Me

Una, niente di particolare, solo una mente che pensa troppo e male.
Amo

Il freddo, il mare, il mio compagno, mangiare le patatine e la pizza, passeggiare per la città, rivedere lo stesso film per cento volte, fare le pulizie, cucinare per gli altri, l'arte contemporanea, la buona musica musica, la letteratura, bere il caffè bollente, truccarmi e passare ore in profumeria, i calzini colorati, le luci soffuse, il silenzio
Odio

Le zanzare, il caldo, i luoghi affollati, le persone che non si fanno gli affari loro, l'ignoranza, la presunzione, Berlusconi e tutto quello che rappresenta, i peli superflui, il disordine...
Musica

Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Bruce Springsteen, Franco Battiato, Mark Knopfler, Ivano Fossati, Radiodervish, Francesco De Gregori
Libri

La pianista, Lamento di Portnoy, Ulisse, L'uomo senza qualità, La coscienza di Zeno, Trilogia della città di K, La schiuma dei giorni...
Film

Le conseguenze dell'amore, L'uomo in più, L'amore ritrovato, Il pianista, Match Point, L'amico di famiglia, Il divo
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